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Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa settimana in via preliminare il decreto attuativo della delega contenuta nella legge di riforma del processo penale
di Valeria Zeppilli - L'istituto della procedibilit a querela di parte destinato ad ampliare i suoi confini molto presto, visto che questa settimana il Consiglio dei Ministri ha gi trovato un accordo preliminare sul decreto attuativo della delega attribuitagli in materia dalla legge numero 103/2017 di riforma del processo penale.
Il testo torner al tavolo del Consiglio per l'ok definitivo dopo i pareri della Commissione giustizia.
In sostanza, con il decreto la procedibilit a querela di parte si estender a tutti i reati contro la persona che sono puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni, ad eccezione del delitto di violenza privata. Saranno procedibili a querela, poi, anche tutti i reati contro il patrimonio previsti dal codice penale.
Per quanto riguarda i reati per i quali la procedibilit a querela prevista nelle sole ipotesi base, il decreto prevede infine una riduzione delle aggravanti al ricorrere delle quali oggi scatta la procedibilit d'ufficio.
E' evidente che l'intento quello di sottrarre dall'area della procedibilit d'ufficio tutti quei reati che si caratterizzano per il valore privato dell'offesa o per il valore offensivo modesto.
L'aumento dei reati procedibili a querela va letto in stretta correlazione con un'altra novit introdotta direttamente dalla legge di riforma del processo penale: l'estinzione del reato per condotte riparatorie.
Tale istituto, infatti, opera esclusivamente per i reati procedibili a querela rimettibile e, di conseguenza, con il decreto approvato preliminarmente dal Consiglio dei Ministri andrebbe indubbiamente ad ampliare le possibilit di applicazione, in un'ottica complessiva di miglioramento del sistema penale anche attraverso lo sviluppo di meccanismi conciliativi per i reati di minore gravit.
Va comunque detto che il decreto sulla modifica delle condizioni di procedibilit lascia fuori alcune ipotesi particolari, per le quali resta la procedibilit d'ufficio nonostante l'astratta riconducibilit ai reati interessati dalla riforma.
In particolare, ci si riferisce ai casi in cui: la persona offesa sia incapace per et o per infermit, ricorrano circostanze aggravanti a effetto speciale, ricorrano le circostanze aggravanti indicate all'articolo 339 del codice penale, in caso di reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravit.
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