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Notizie: Diritto civile

Rate di condominio: come si pagano?

Rate di condominio: come si pagano?

Le modalit di pagamento delle rate condominiali, quindi, possono essere diverse ed sovente la stessa prassi condominiale a fissarle stabilendo che i pagamenti debbano tramite bonifico oppure assegno, oppure anche in contanti, nonostante la tendenza oggi sia quella di prediligere i mezzi di pagamento elettronici o catacei che assicurano la tracciabilit delle operazioni.

Infatti, sulle modalit di pagamento da utilizzare e in assenza di particolari accordi condominiali, la legge non impone all'amministratore di utilizzarne una anzich un'altra. Un limite tuttavia c' e riguarda in particolare i pagamenti in contanti.


In esito alle novit apportate dal d.lgs. n. 90/2017, la normativa Antiriciclaggio vieta "il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, complessivamente pari o superiore a 3.000 euro".

La normativa sottolinea come il trasferimento superiore al predetto limite, quale che ne sia la causa o il titolo, vietato anche quando effettuato con pi pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati per evitare il ricorso a strumenti di pagamento elettronici, assegni, ecc.

Non sar concesso al condmino, quindi, versare in contanti una rata superiore al limite dei 3mila euro e, in tal caso, sar necessario utilizzare di strumenti di pagamento diversi dal contante(quali assegni, bonifici ecc.).


Neppure gli sar concesso dividere la somma in due o pi rate oppure utilizzare frazionamenti che hanno come scopo quello di eludere l'obbligo di legge. La sanzione per chi viola la normativa, infatti, particolarmente severa e va da 3.000 euro a 50.000 euro (per approfondimenti: Quando si pu pagare in contanti e fino a che limite?)

Una conclusione che stata confermata dallo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze nella circolare del 5 febbraio 2014.


Il MEF, ha richiamato la Circolare del 5 febbraio 2014 del Dipartimento del tesoro, in materia di tracciabilit dei canoni di locazione degli immobili rammentando che la norma riguardante il limite imposto all'uso dei contanti quella di cui all'art. 49 del decreto legislativo n. 231/2007, che fissava all'epoca a 1.000 euro tale soglia, oggi elevata a 3.000 euro.

Infatti, sia l'uso del contante per pagare gli affitti sia la tracciabilit delle somme di denaro nella gestione condominiale hanno quale ratio comune quella di "arginare fenomeni di impiego, occultamento o immissione nel sistema economico di risorse di provenienza illecita, controbilanciando, con strumenti che garantiscano la tracciabilit della transazione, il rischio insito nella velocit di circolazione del contante e di altri titoli di pagamento al portatore e nella non riconducibilit del contante stesso all'inequivoca titolarit di un soggetto determinato".

Il MEF conclude che, fermo il limite di carattere generale di 3.000 euro, la finalit di conservare traccia delle transazioni in contante, eventualmente intercorse tra il condomino e l'amministratore, pu ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purch chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determininata somma di denaro contante al pagamento della rata condominiale.

Vai alla fonte della notizia https://www.studiocataldi.it/articoli/30156-rate-condominiali-come-si-pagano.asp

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