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Lo prevede un emendamento al Decreto Cura Italia che è stato approvato al Senato. Sì agli incontri da remoto con la partecipazione di genitori, figli e operatore specializzato

Una conclusione avvalorata anche dai giudici italiani che in diverse pronunce. Il Tribunale di Roma, con un'ordinanza dello scorso 7 aprile, ha ritenuto che il diritto di visita dei figli debba essere garantito ai genitori separati anche in occasione della Pasqua. Ancora, il Tribunale di Milano, con provvedimento dell'11 marzo 2020, pronunciandosi nella vicenda riguardante due genitori abitanti in diversi Comuni, ha prescritto che la coppia dovesse attenersi agli accordi raggiunti nel giudizio di separazione sulle frequentazioni padre-figli.
E per quanto riguarda gli incontri che il giudice ha stabilito debbano tenersi "in spazio neutro", secondo il calendario redatto dei servizi sociali? Sul punto è recentemente intervenuto un emendamento approvato al Senato in sede di conversione del D.L. Cura Italia. Il provvedimento è ora passato all'esame della Camera per la definitiva approvazione.
Le modifiche al D.L. 18/2020 che hanno interessato il settore "giustizia" (in particolare l'art. 83) hanno spinto verso un sostanziale "processo da casa" per quanto riguarda quelle situazioni indifferibili ed urgenti nelle quali non opera la sospensione dei termini e il rinvio delle udienze. Una simile strategia è stata adottata anche per quanto riguarda le regole che presiedono le visite tra genitori e figli.
Il nuovo comma 7-bis introdotto dal maxiemendamento approvato a Palazzo Madama all'art. 83 del D.L. Cura Italia prevede che: salvo che il giudice disponga diversamente, per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 31 maggio 2020, gli incontri tra genitori e figli in spazio neutro, ovvero alla presenza di operatori del Servizio Socio assistenziale, disposti con provvedimento giudiziale, sono sostituiti con collegamenti da remoto che permettano la comunicazione audio e video (es. videochiamata) tra il genitore, i figli e l'operatore specializzato.
Si rimette al responsabile del Servizio Socio assistenziale il compito di individuare le modalità che saranno adottate per effettuare tali collegamenti, che dovranno essere poi comunicate al giudice precedente. Nel caso in cui non sia possibile assicurare il collegamento da remoto, precisa la nuova disposizione, gli incontri saranno sospesi.
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