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Le meduse e in genere le specie marine, al pari degli altri animali, meritano rispetto. Per questo chi le sottopone a maltrattamenti o le uccide per crudeltà o senza necessità rischia pesanti sanzioni
di Lucia Izzo - Durante l'estate le spiagge nostrane si affollano di bagnanti in cerca di relax. In molti dimenticano che quel luogo che viene visto come un momento di evasione o di agognata vacanza è, prima di tutto, un habitat naturale per molte specie animali e vegetali.
Il rispetto nei confronti di tale ecosistema dovrebbe essere un obiettivo comune, il faro che guida la presenza umana. Purtroppo, non è sempre così e pagarne le conseguenze sono gli animali marini: pesci, granchi, meduse, ricci, stelle e cavallucci marini finiscono spesso nei secchielli e nei retini oppure sotto l'obiettivo dei "selfie" da parte di avventori poco consapevoli del fatto che questi animali sono sottoposti a un forte stress e a sofferenze, rischiando la vita anche per pochi istanti fuori dall'acqua.
Sanzionata la crudeltà nei confronti delle meduseI reati di maltrattamento e uccisione di animaliCosa dice la giurisprudenza?Abbandonati sulla spiaggia e oggetto del "diletto" di adulti e piccini, gli animali marini sono vittime di un trattamento crudele e della superficialità dei bagnanti. Inoltre, in molti non sanno che un simile atteggiamento potrebbe costare anche una vera e propria condanna in sede penale.
Lo rammenta anche l'Associazione di Etologia Etica "Eticoscienza" che in un comunicato si sofferma in particolare sulla crudeltà umana riservata alle meduse, in quanto animali che possono urticare la pelle a causa dei loro tentacoli. Anziché allontanarsi e tornare a riva, molti bagnanti preferiscono tirare fuori dall'acqua le povere meduse provocando la loro morte.
Entrambe le fattispecie normative non si limitato a tutelare solo alcune specie animali, e per questo ben potrebbero trovare applicazione nei confronti delle condotte contro gli animali marini, meduse comprese, molti dei quali, d'altronde, rientrano anche nelle specie protette.
Ancora, secondo gli Ermellini, il reato di maltrattamenti di animali ai configura non soltanto per i comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali destando ripugnanza per la loro aperta crudeltà, ma anche per le condotte che incidono sulla sensibilità dell'animale, producendo un dolore, avuto riguardo, per le specie più note, al patrimonio di comune esperienza e conoscenza e, per le altre, alle acquisizioni delle scienze naturali (cfr. Cass. n. 46560/2015).
A prescindere dalle possibili conseguenze "giuridiche", tuttavia, il rispetto nei confronti della flora e della fauna marine, allo stesso modo di quello verso la natura tutta, è un valore importante che merita di essere tutelato e diffuso tra adulti e bambini, poiché nessuna specie merita di vedersi annientata da un invasore che non si sofferma sulle conseguenze dei propri gesti.
Anche al mare e sulle spiagge, dunque, non bisogna mai dimenticare che quei luoghi sono culla di vita per molti animali e sottoporli a un'atroce e ingiustificata agonia è un comportamento da condannare sotto ogni punto di vista.
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